"SIAMO NOI I PADRONI"
Un ministro del governo dello stato criminale di Israele si è rivolto agli attivisti della Global Sumud Flotilla deridendoli e insultandoli mentre erano a terra e con le mani legate, dopo averli rapiti con assalti da pirateria.
Come i nazisti erano assolutamente indifferenti alla morte e alla sofferenza che procuravano, oggi quella modalità criminale è la stessa cifra che caratterizza i sionisti.
La Global Sumud Flotilla ha assunto un valore politico e umanitario che supera ormai qualunque dichiarazione governativa.
Non si tratta soltanto di una missione simbolica o di un gesto di solidarietà verso Gaza: ciò che è accaduto attorno a quella flottiglia ha mostrato anche a chi non voleva vedere, il livello di brutalità raggiunto dal governo genocida e l’impotenza morale delle istituzioni internazionali.
Le immagini dei volontari fermati, piegati, immobilizzati con le mani legate, hanno avuto un impatto che nessun vertice diplomatico era riuscito a produrre.
In quella scena si è condensata la distanza tra il linguaggio ufficiale e ipocrita dei governi occidentali, fatto di appelli alla moderazione, richiami al diritto internazionale e generiche preoccupazioni umanitarie, e la realtà concreta vissuta da chi tenta di rompere l’assedio e portare solidarietà diretta alla popolazione palestinese.
La flottiglia ha avuto il merito di squarciare definitivamente il velo delle ipocrisie internazionali.
Ha mostrato come numerosi governi, come quello italiano, continuino nei fatti a mantenere rapporti economici, energetici e commerciali con Israele.
Non dimentichiamo che anche nel pieno della devastazione di Gaza, l'Italia non ha minimamente interrotto le forniture strategiche consentendo che il petrolio della Basilicata venisse trasportato con petroliere partite da Taranto.
La flottiglia è un potente atto di denuncia politica globale.
Un gruppo di civili disarmati è riuscito a mettere in difficoltà un governo criminale e a costringerlo a confrontarsi con la propria ferocia davanti all’opinione pubblica internazionale.
La flottiglia non ha innescato soltanto una accusa al governo israeliano, ma anche e soprattutto verso i governi complici, che non possono più balbettare frasi di circostanza.
Israele rappresenta una frattura morale destinata a segnare profondamente la storia dell'umanità.
E la forza simbolica della flottiglia sta proprio nell’avere reso impossibile continuare a fingere che tutto questo possa essere nascosto dietro il linguaggio diplomatico, nelle formule della politica internazionale, o peggio, degli interessi economici e commerciali.
#FreePalestine
Carla Corsetti - Portavoce di Laicitalia
Come i nazisti erano assolutamente indifferenti alla morte e alla sofferenza che procuravano, oggi quella modalità criminale è la stessa cifra che caratterizza i sionisti.
La Global Sumud Flotilla ha assunto un valore politico e umanitario che supera ormai qualunque dichiarazione governativa.
Non si tratta soltanto di una missione simbolica o di un gesto di solidarietà verso Gaza: ciò che è accaduto attorno a quella flottiglia ha mostrato anche a chi non voleva vedere, il livello di brutalità raggiunto dal governo genocida e l’impotenza morale delle istituzioni internazionali.
Le immagini dei volontari fermati, piegati, immobilizzati con le mani legate, hanno avuto un impatto che nessun vertice diplomatico era riuscito a produrre.
In quella scena si è condensata la distanza tra il linguaggio ufficiale e ipocrita dei governi occidentali, fatto di appelli alla moderazione, richiami al diritto internazionale e generiche preoccupazioni umanitarie, e la realtà concreta vissuta da chi tenta di rompere l’assedio e portare solidarietà diretta alla popolazione palestinese.
La flottiglia ha avuto il merito di squarciare definitivamente il velo delle ipocrisie internazionali.
Ha mostrato come numerosi governi, come quello italiano, continuino nei fatti a mantenere rapporti economici, energetici e commerciali con Israele.
Non dimentichiamo che anche nel pieno della devastazione di Gaza, l'Italia non ha minimamente interrotto le forniture strategiche consentendo che il petrolio della Basilicata venisse trasportato con petroliere partite da Taranto.
La flottiglia è un potente atto di denuncia politica globale.
Un gruppo di civili disarmati è riuscito a mettere in difficoltà un governo criminale e a costringerlo a confrontarsi con la propria ferocia davanti all’opinione pubblica internazionale.
La flottiglia non ha innescato soltanto una accusa al governo israeliano, ma anche e soprattutto verso i governi complici, che non possono più balbettare frasi di circostanza.
Israele rappresenta una frattura morale destinata a segnare profondamente la storia dell'umanità.
E la forza simbolica della flottiglia sta proprio nell’avere reso impossibile continuare a fingere che tutto questo possa essere nascosto dietro il linguaggio diplomatico, nelle formule della politica internazionale, o peggio, degli interessi economici e commerciali.
#FreePalestine
Carla Corsetti - Portavoce di Laicitalia
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