INCAPACI
L'ENI ha deciso di applicare una riduzione di circa 17 centesimi al litro in meno al carburante, fissando autonomamente il tetto ai rincari al fine di evitare una tassazione sugli extra profitti che gli sarebbe costata 20 volte di più.
Anche Italiana Petroli ha annunciato che diminuirà il costo al litro di benzina e diesel, perché il finto mancato guadagno è sempre meglio della tassazione sugli extra profitti, e non ci vuole una laurea in economia per comprendere che si tratti di una furbata.
Di certo questa notizia sarà accolta con sollievo da una popolazione progressivamente impoverita e strozzata da una crisi economica fuori controllo anche per assenza di pianificazioni.
La vicenda dell'autoriduzione del prezzo del carburante restituisce tuttavia un quadro vergognoso del Governo che è stato incapace di imbastire una politica dei prezzi e ha lasciato che fosse affidata all'autonomia di una società, non per il benessere collettivo ma per mero profitto.
E trattandosi del prezzo del carburante, è inevitabile concludere che se questo Governo non è in grado di esprimere una politica dei prezzi, figuriamoci quanto possa essere capace di articolare una politica energetica.
Quei 17 centesimi fotografano non una emergenza ma l'incapacità strutturale del Governo Meloni di avere una strategia.
La decisione di ENI è una sberla a Meloni e alla sua corte di miracolati, incapaci di una seria riforma fiscale sulle accise, incapaci di articolare un piano energetico e meno che mai una strategia strutturale, e incapaci persino di rendersene conto, dal momento che hanno ringraziato ENI con entusiasmo.
È inevitabile ricordare
Enrico Mattei il quale non si limitò a gestire una compagnia petrolifera, ma fece dell'energia uno strumento di politica industriale e di sovranità.
La differenza fondamentale è questa: Mattei non partiva dal prezzo della benzina, partiva dalla domanda di quale Paese industriale l'Italia volesse diventare e di quale sistema energetico servisse per costruirlo.
Il privilegio del potere è ciò che resta quando l'incapacità si materializza nell'assenza di una direzione.
Il futuro energetico dell'Italia resterà una incognita fino a quando avremo questa imbarazzante classe dirigente.
Carla Corsetti
Portavoce di Laicitalia
Anche Italiana Petroli ha annunciato che diminuirà il costo al litro di benzina e diesel, perché il finto mancato guadagno è sempre meglio della tassazione sugli extra profitti, e non ci vuole una laurea in economia per comprendere che si tratti di una furbata.
Di certo questa notizia sarà accolta con sollievo da una popolazione progressivamente impoverita e strozzata da una crisi economica fuori controllo anche per assenza di pianificazioni.
La vicenda dell'autoriduzione del prezzo del carburante restituisce tuttavia un quadro vergognoso del Governo che è stato incapace di imbastire una politica dei prezzi e ha lasciato che fosse affidata all'autonomia di una società, non per il benessere collettivo ma per mero profitto.
E trattandosi del prezzo del carburante, è inevitabile concludere che se questo Governo non è in grado di esprimere una politica dei prezzi, figuriamoci quanto possa essere capace di articolare una politica energetica.
Quei 17 centesimi fotografano non una emergenza ma l'incapacità strutturale del Governo Meloni di avere una strategia.
La decisione di ENI è una sberla a Meloni e alla sua corte di miracolati, incapaci di una seria riforma fiscale sulle accise, incapaci di articolare un piano energetico e meno che mai una strategia strutturale, e incapaci persino di rendersene conto, dal momento che hanno ringraziato ENI con entusiasmo.
È inevitabile ricordare
Enrico Mattei il quale non si limitò a gestire una compagnia petrolifera, ma fece dell'energia uno strumento di politica industriale e di sovranità.
La differenza fondamentale è questa: Mattei non partiva dal prezzo della benzina, partiva dalla domanda di quale Paese industriale l'Italia volesse diventare e di quale sistema energetico servisse per costruirlo.
Il privilegio del potere è ciò che resta quando l'incapacità si materializza nell'assenza di una direzione.
Il futuro energetico dell'Italia resterà una incognita fino a quando avremo questa imbarazzante classe dirigente.
Carla Corsetti
Portavoce di Laicitalia
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