BRAVATE PATRIARCALI

La vicenda della foto modificata da Vannacci, con la scollatura messa in evidenza per trasformare una donna in un oggetto sessuale, sembra quasi la perfetta cartolina di una certa idea di società: quella in cui il rispetto dell’autodeterminazione femminile è considerato un fastidioso optional e il corpo delle donne un oggetto avulso da qualsivoglia identità, disponibile per essere manipolato, esibito e commentato a piacimento.
Il paradosso, naturalmente, è che a questo rinvigorimento del mai morto patriarcato, partecipino anche alcune donne, protagoniste entusiaste di una preoccupante regressione civile. Donne che sembrano aver perso il treno del progresso e, anziché chiedersi dove fosse diretto, hanno deciso di applaudire alla stazione mentre ripartiva lasciandole a terra.
E forse è proprio questo il punto politico più interessante: Vannacci potrebbe presto entrare stabilmente nel perimetro del centrodestra e diventare un concorrente interno della stessa Meloni.
Una singolare gara a chi riesce meglio nell'impresa di dimostrare che, per fare politica da uomini, non è necessario mettere in discussione il vecchio modello maschile: basta indossarlo con convinzione.
Meloni, del resto, ha costruito buona parte della propria identità politica sulla capacità di stare perfettamente dentro quel mondo senza concedere troppo spazio alle rivendicazioni femministe.
E adesso potrebbe trovarsi a fare i conti con una forza che magari usa parole più brutali e modi più rozzi e volgari, ma che proprio per questo rischia di rendere visibile ciò che altrimenti rimarrebbe accuratamente nascosto sotto una maschera di finta rispettabilità istituzionale.
Insomma, più che una sfida tra visioni radicalmente diverse, potrebbe diventare una curiosa competizione su chi riesce a riportare più efficacemente il dibattito politico indietro nel tempo.
Carla Corsetti
Portavoce di Laicitaia