GLI IMMOBILI DEL VATICANO
Un interessante articolo del Sole 24 Ore metteva in evidenza un incremento di utile derivante dalla gestione degli immobili di proprietà dello Stato Città del Vaticano.
Si sottolineava una crescita dell'utile (nel 2022) derivata dal monte affitti, che è progredito da 1,7 milioni a oltre 2,1 milioni sul patrimonio immobiliare.
Si specificava inoltre che le imposte versate all'erario ammontavano ad euro
6,05 milioni di Imu e 2,91 milioni di Ires.
Sono le imposte realmente dovute?
Oppure, irritati dalla sentenza della Corte Europea (Ici/Imu) che ha frenato la loro corsa al profitto tramite una selvaggia concorrenza sleale, arrotondano con una sana e non controllata evasione fiscale? Non è dato sapere! La fumosità dell'impianto fiscale se collocato nel contesto religioso (cattolico) di certo non aiuta.
Iniziando dall'Imu: non si può non dire che individuare il numero esatto degli immobili posseduti dal Vaticano non sia cosa semplice.
A fronte di 4.072 unità (indicate nell'articolo e gestite dall'APSA) affittate si rileva un dato diverso da una meno recente indagine di Repubblica, ovvero 5.050 unità (sempre gestite dall'APSA), di cui 860 date a canone zero, queste ultime, degne sicuramente di un approfondimento da parte dell'Agenzia Entrate (c'è mai stato?).
C'è da capire poi perché nell'articolo si considerano solo i dati relativi all'APSA, (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), mentre ad occuparsi di questo impero risulta essere anche Propaganda Fide e lo IOR (quest'ultimo ha il compito di custodire e amministrare i beni immobili e mobili ricevuti da persone fisiche e giuridiche).
Passando all'Ires ci si trova immersi in un buco nero dove gli enti preposti alla lotta all'evasione non si sono mai avventurati.
Un esempio su tutti, il caso Bambino Gesù, un ospedale pediatrico che non risulta che paghi le tasse verso lo Stato italiano per le attività sanitarie che si svolgono al suo interno e che invece, nelle altre strutture sanitarie italiane sono soggette a tassazione. Per un approfondimento https://chng.it/ZD4TgcnmJw
Ritornando ad una visione prettamente focalizzata sugli immobili, Laicitalia è da sempre favorevole all'introduzione di una tassa sul patrimonio immobiliare di proprietà di cittadini o Stati stranieri, escluse le Sedi diplomatiche e le Ambasciate.
Ciro Verrati
Si sottolineava una crescita dell'utile (nel 2022) derivata dal monte affitti, che è progredito da 1,7 milioni a oltre 2,1 milioni sul patrimonio immobiliare.
Si specificava inoltre che le imposte versate all'erario ammontavano ad euro
6,05 milioni di Imu e 2,91 milioni di Ires.
Sono le imposte realmente dovute?
Oppure, irritati dalla sentenza della Corte Europea (Ici/Imu) che ha frenato la loro corsa al profitto tramite una selvaggia concorrenza sleale, arrotondano con una sana e non controllata evasione fiscale? Non è dato sapere! La fumosità dell'impianto fiscale se collocato nel contesto religioso (cattolico) di certo non aiuta.
Iniziando dall'Imu: non si può non dire che individuare il numero esatto degli immobili posseduti dal Vaticano non sia cosa semplice.
A fronte di 4.072 unità (indicate nell'articolo e gestite dall'APSA) affittate si rileva un dato diverso da una meno recente indagine di Repubblica, ovvero 5.050 unità (sempre gestite dall'APSA), di cui 860 date a canone zero, queste ultime, degne sicuramente di un approfondimento da parte dell'Agenzia Entrate (c'è mai stato?).
C'è da capire poi perché nell'articolo si considerano solo i dati relativi all'APSA, (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), mentre ad occuparsi di questo impero risulta essere anche Propaganda Fide e lo IOR (quest'ultimo ha il compito di custodire e amministrare i beni immobili e mobili ricevuti da persone fisiche e giuridiche).
Passando all'Ires ci si trova immersi in un buco nero dove gli enti preposti alla lotta all'evasione non si sono mai avventurati.
Un esempio su tutti, il caso Bambino Gesù, un ospedale pediatrico che non risulta che paghi le tasse verso lo Stato italiano per le attività sanitarie che si svolgono al suo interno e che invece, nelle altre strutture sanitarie italiane sono soggette a tassazione. Per un approfondimento https://chng.it/ZD4TgcnmJw
Ritornando ad una visione prettamente focalizzata sugli immobili, Laicitalia è da sempre favorevole all'introduzione di una tassa sul patrimonio immobiliare di proprietà di cittadini o Stati stranieri, escluse le Sedi diplomatiche e le Ambasciate.
Ciro Verrati
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