UCRANIZZAZIONE
"Prima gli ucraini" è questa l'ultima evoluzione del patriottismo della destra italiana con il quale ha soppiantato il vecchio slogan «Prima gli italiani».
E al nuovo corso si accodano entusiasticamente anche settori della sinistra, molti dei quali sembrano aver scoperto la storia della guerra in Ucraina soltanto il 24 febbraio 2022: prima, evidentemente, c'era soltanto un lungo e misterioso antefatto.
Dopo aver promesso di mettere «l'Italia al primo posto», il governo ha trovato una formula ancora più performante: mettere l'Ucraina al centro e chiamarlo interesse nazionale.
Così, mentre sanità, scuola e welfare continuano a contemplare bilanci ridicoli, per la difesa e il sostegno militare a Kiev le risorse si trovano.
E per non farci mancare nulla, arriva anche il TG quotidiano in lingua ucraina della Rai, finanziato dal servizio pubblico.
Perché se la politica estera deve diventare priorità nazionale, evidentemente anche l'informazione deve adeguarsi: prima l'ucrainizzazione, poi eventualmente gli italiani.
Ma il capolavoro è del Ministro Crosetto che oggi ha dato un grande impulso all'ucrainizzazione dell'Italia: Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, diventa advisor per l'innovazione della Difesa italiana, con competenze su droni, sistemi unmanned e tecnologie militari.
Tutto molto patriottico, naturalmente. Talmente patriottico che resta una domanda: quanto costa questa nuova vocazione ucraina e per quanto tempo dovrà essere considerata una priorità italiana.
Una destra che rivendica continuamente il monopolio del patriottismo italico e poi si spalma su un modello militare e politico straniero.
Resta infine Azov: nato nel 2014 con una componente dell'estrema destra e una simbologia controversa filonazista, ha poi subito trasformazioni e incorporazioni nelle strutture statali ucraine, e del resto se Azov avesse avuto una componente antifascista e antinazista, tutto questo amore per loro della destra italiana non sarebbe scoppiato.
In sintesi l'ucrainizzazione dell'Italia consiste in questo: meno soldi per i servizi, più soldi per gli armamenti, TG in ucraino e consulenti di guerra importati.
E al nuovo corso si accodano entusiasticamente anche settori della sinistra, molti dei quali sembrano aver scoperto la storia della guerra in Ucraina soltanto il 24 febbraio 2022: prima, evidentemente, c'era soltanto un lungo e misterioso antefatto.
Dopo aver promesso di mettere «l'Italia al primo posto», il governo ha trovato una formula ancora più performante: mettere l'Ucraina al centro e chiamarlo interesse nazionale.
Così, mentre sanità, scuola e welfare continuano a contemplare bilanci ridicoli, per la difesa e il sostegno militare a Kiev le risorse si trovano.
E per non farci mancare nulla, arriva anche il TG quotidiano in lingua ucraina della Rai, finanziato dal servizio pubblico.
Perché se la politica estera deve diventare priorità nazionale, evidentemente anche l'informazione deve adeguarsi: prima l'ucrainizzazione, poi eventualmente gli italiani.
Ma il capolavoro è del Ministro Crosetto che oggi ha dato un grande impulso all'ucrainizzazione dell'Italia: Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, diventa advisor per l'innovazione della Difesa italiana, con competenze su droni, sistemi unmanned e tecnologie militari.
Tutto molto patriottico, naturalmente. Talmente patriottico che resta una domanda: quanto costa questa nuova vocazione ucraina e per quanto tempo dovrà essere considerata una priorità italiana.
Una destra che rivendica continuamente il monopolio del patriottismo italico e poi si spalma su un modello militare e politico straniero.
Resta infine Azov: nato nel 2014 con una componente dell'estrema destra e una simbologia controversa filonazista, ha poi subito trasformazioni e incorporazioni nelle strutture statali ucraine, e del resto se Azov avesse avuto una componente antifascista e antinazista, tutto questo amore per loro della destra italiana non sarebbe scoppiato.
In sintesi l'ucrainizzazione dell'Italia consiste in questo: meno soldi per i servizi, più soldi per gli armamenti, TG in ucraino e consulenti di guerra importati.
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