Onorevole Presidente del Consiglio, sono lieta che abbia scelto di non partecipare all’Assemblea dell’ONU e di rimanere a Milano, dove ha potuto dedicarsi con maggiore profitto al lifting, all’abito, alla pettinatura a boccoli e, più in generale, a quella passerella del mondo della moda nella quale mi è sembrato che Lei si trovasse più a suo agio. La ringrazio dunque infinitamente per averci risparmiato un discorso che, con ogni probabilità, avrebbe oscillato tra il niente e il nulla, mentre sul tavolo delle Nazioni Unite si affrontavano questioni internazionali decisamente rilevanti. Ci ha così evitato, almeno per questa volta, il rischio di una figuraccia internazionale. Del resto, è difficile non constatare quanto lei appaia inadeguata al ruolo che ricopre. Né il suo ministro degli Esteri sembra offrire un contrappeso particolarmente rassicurante, più incline, talvolta, a esprimersi con il tono del vecchio frequentatore del bar che dispensa opinioni su birra, prostata e minigonne. Grazie, dunque, per averci risparmiato la rappresentazione pubblica di quella che considero una preoccupante insufficienza politica e istituzionale. Almeno per qualche giorno, il mondo avrà potuto fare a meno di assistervi e noi di vergognarcene. Sono certa che, quando questo capitolo sarà finalmente concluso e Lei non occuperà più il vertice del governo, l’Italia che grazie a Lei e ai suoi sodali è precipitata in un baratro etico, politico ed economico, potrà tornare a interrogarsi seriamente sulla propria credibilità. Ci vorranno decenni per porre rimedio ai suoi disastri, che ha potuto realizzare grazie ad una opposizione a tratti inesistente e a tratti irrilevante. Ma la speranza appartiene agli esseri umani pensanti, ad onta di una progressiva disumanizzazione che la parte politica da cui Lei proviene, riserva a chi dissente. Ad maiora. Carla Corsetti Portavoce di Laicitalia