La nuova legge elettorale è articolata su un obiettivo: Meloni al Quirinale e Vannacci a Palazzo Chigi. Questa gente non sa pianificare come si governa un Paese e dopo quattro anni ci hanno trascinato in una crisi economica molto vicina a quella della Grecia di dieci anni fa. Ma una cosa la sanno fare bene, sanno costruire le premesse per rimanere incollati al potere. Le finte invettive di Arianna Meloni a Vannacci sono una pantomima che conferma gli obiettivi per rimanere incollati alle poltrone. È scontato che si alleeranno perché hanno gli stessi linguaggi, gli stessi razzismi, le stesse radici ideologiche fasciste e naziste. Si attraggono come calamite per similitudine. Arianna Meloni finge di prendere le distanze per mantenersi stretto quell'elettorato che non accetta di essere definito fascista e razzista e che pensa di essere semplicemente di destra. Ma in Italia la destra non fascista è quella di Renzi, di Calenda, di Delirio, di Franceschini. La destra del trio Meloni-Salvini-Taiani è una destra fascista e Vannacci gli ricorda che hanno radici e obiettivi comuni, senza lifti