FASCISTELLUM

10-10-2026 11:29 -

Le leggi elettorali sono sempre state approvate quando alla Presidenza del Consiglio si sono alternati politici di destra, alcuni antifascisti e altri no.
Nel 1953 era Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, cattolico-liberale, centrista, anticomunista e antifascista. Durante il suo mandato fu approvata una legge elettorale, fortemente voluta dal suo Ministro Mario Scelba, ricordata come LEGGE TRUFFA la quale prevedeva un premio di maggioranza che sarebbe scattato se le liste apparentate avessero superato il 50% dei voti più uno, premio che comunque non scattò perché nessun partito raggiunse quella soglia.
Nel 1954 era Presidente del Consiglio Mario Scelba, cattolico, democristiano, conservatore, autoritario, anticomunista e antifascista. Visto il fallimento della sua legge, approvata con il Governo precedente, e a causa dei forti contrasti parlamentari che quella legge aveva determinato, la fece abrogare e si tornò al sistema proporzionale precedente, senza il premio di maggioranza; il sistema proporzionale rimase il riferimento per le elezioni parlamentari fino al 1993.
Nel 1993 era Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, cattolico, liberale, non identificabile in riferimento ad alcun partito, antifascista. Fece approvare il cosiddetto MATTARELLUM che prese il nome dal suo autore Sergio Mattarella, un sistema che prevedeva un sistema misto secondo il quale il 75% dei seggi sarebbe stato assegnato in collegi uninominali mentre il restante 25% sarebbe stato assegnato con meccanismi proporzionali. Fu utilizzato per le elezioni politiche fino 2001.
Nel 2005 era Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, cattolico, di destra, conservatore, anticomunista, condannato definitivamente per frode fiscale, al centro di controversie sui rapporti con la mafia, fascista. Fece approvare una legge proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate, universalmente conosciuta come PORCELLUM per essere stata definita una “porcata” dallo stesso ministro che l’aveva ideata. La legge prevedeva un premio di maggioranza e soglie di sbarramento, le regole per Camera e Senato erano differenti, e fu utilizzata fino al 2013.
Nel 2015 era Presidente del Consiglio Matteo Renzi, cattolico, di destra, riformista, vicino alle politiche di Berlusconi, antifascista. Fece approvare una legge elettorale, nota come ITALICUM, con sistema proporzionale con premio di maggioranza e con possibile ballottaggio, pensata per la sola Camera dei deputati. Fu sonoramente stroncata dalla Corte costituzionale e non fu mai utilizzata in elezioni politiche nazionali.
Nel 2017 era Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, cattolico, di destra, conservatore, responsabile di politiche repressive e restrittive di libertà fondamentali, antifascista. Fece approvare un sistema elettorale misto, conosciuto come ROSATELLUM, che prevedeva maggioritario e proporzionale. Circa un terzo dei seggi sarebbe stato assegnato in collegi uninominali mentre la parte restante sarebbe stata assegnata prevalentemente con metodo proporzionale. È stato utilizzato fino al 2022 ed ha consentito l’usurpazione del potere da parte della estrema destra.
Nel 2026 è Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, cattolica, di estrema destra, conservatrice, autoritaria, anticomunista, responsabile della cancellazione dei diritti fondamentali e di politiche repressive; Trump e Netanyahu la ritengono una pedina essenziale per le loro politiche padronali sulla nostra Nazione, fascista.
Ha fatto approvare una legge elettorale che ricorderemo come FASCISTELLUM.
Prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, in base al quale la coalizione più votata riceve 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, se supera il 42% dei voti in entrambe le Camere. Significa che un partito che rappresenta meno di un quinto del Paese, facilitato dall’astensione, può avere 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti all'estero. L’altra norma fascistissima contenuta nella legge elettorale di Meloni prevede che le nuove formazioni debbano raccogliere 6.000 firme invece delle 1.500 previste per ogni collegio. Ogni coalizione, in sfregio alle prerogative del Presidente della Repubblica, deve indicare il nome della persona che intende proporre come Presidente del Consiglio. I giornalai continuano a utilizzare il termine Premier ma a ben vedere questo anglismo non viene citato in nessuna legge italiana, e del resto sono gli effetti del nazionalismo de ‘noantri.
Nel 2027 probabilmente si andrà a votare a maggio. Chi vincerà dovrà gestire 3.200 miliardi di debito pubblico che generano circa 90 miliardi di interessi l’anno. Dovrà gestire 69 miliardi di deficit ovvero di differenza negativa tra le entrate e le spese pubbliche. Spariranno sanità, istruzione e stato sociale. Rimpiangeremo persino le liste d’attesa di un anno per un’ecografia, quando fare la spesa diventerà un lusso e lo Stato sociale soltanto un lontano ricordo. Ci toglieranno diritti, servizi e dignità, finché forse gli italiani capiranno chi ha la responsabilità politica di questo declino.
Giorgia Meloni ha seminato vento per quattro anni, ne avrà altrettanti per raccogliere tempesta, con gli interessi, perché il conto, prima o poi, arriva per tutti.
Carla Corsetti portavoce di Laicitalia