Secondo Roccella la cura dei figli è una questione “da donne”. Dire che madre e padre non sono biologicamente la stessa cosa è un'ovvietà. Ma trasformare questa differenza in una diversa responsabilità nella cura dei figli è un'altra cosa. La gravidanza e il parto riguardano il corpo della donna ma la cura dei figli riguarda entrambi i genitori. Il dibattito sul congedo paritario incontra il limite alla comprensione di questa destra patriarcale. Se la madre resta il genitore che si assenta più a lungo dal lavoro, che gestisce prevalentemente malattie, scuola e imprevisti, la maternità continua inevitabilmente a tradursi in uno svantaggio professionale. E il padre continua a essere percepito come colui che “aiuta”, anziché come un genitore pienamente responsabile. Non è una questione privata. In Italia la maggior parte del lavoro di cura non retribuito continua a essere svolta dalle donne. E questa divisione dei compiti contribuisce a mantenere le disuguaglianze nel lavoro e nella società. Per questo il congedo paritario non sottrae nulla alla maternità. Le tutele legate alla gravidanza, al parto e all'allattamento devono naturalmente tenere conto delle differenze biologiche. Ma il tempo dedicato alla cura di un figlio non può essere considerato, per principio, un tempo soltanto della madre. La riforma del diritto di famiglia del 1975 rappresentò una rottura con un modello familiare gerarchico, affermò la parità tra i coniugi e superò l'idea della supremazia del marito e dell'esclusiva autorità paterna sui figli. Cinquant'anni dopo dovremmo scrutinare tutte le situazioni nelle quali questa parità non si è ancora realizzata e invece ci ritroviamo con una Ministra che sta cercando di riportarci indietro nel tempo. Madre e padre non devono essere identici per essere ugualmente responsabili. La madre partorisce, il padre no. Ma entrambi diventano genitori. E nessuna differenza biologica può giustificare l'idea che la cura appartenga naturalmente a uno solo dei due. Dietro il richiamo alle differenze, in realtà, si vuole riproporre una divisione dei ruoli che la società italiana ha impiegato decenni a superare. La strada della parità negata non rafforza la famiglia, come pensa la destra patriarcale. La famiglia, senza tutele paritarie, è un fallimento e se queste sono le premesse non si può cascare dal pero con la più che giustificata denatalità. Carla Corsetti